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Everest des Mars. Soli nell'infinito. Una sfida piena di sensazioni ed emozioni che solo a immaginarle fanno venire in mente venti imprevedibili, mari misteriosi, onde cariche di pericoli e forza e tutta l’incertezza e la fatica di una navigazione in solitario…in cui ci si ritrova spesso ad essere l'unico vero avversario di se stessi. Il 9 Novembre ha preso il via da Les Sables d'Olonne, Francia, la quinta edizione del Vendée Globe, regata intorno al mondo in solitario, senza assistenza e senza scalo. Incredibile il numero di participanti al via: ben 30, con un nutritissima schiera (come smentirsi!) di francesi, ben 18 skipper tra cui spiccano nomi enormi della "course au large": Vincent Riou, Roland Jourdain, Jean-Pierre Dick, Michel Desjoyeaux, Jean Le Cam e Sebastian Josse per citare i più famosi. Anche la compagine inglese è ben nutrita, ben 7 skipper: Alex Thomson, Mike Golding e la grandissima Dee Caffari (prima donna a completare il giro del mondo contro le correnti ed i venti dominanti). Interessante è notare come quest'edizione rappresenti anche da un punto di vista tecnico e tecnologico un grande passo avanti: delle 30 barche in partenza ben 20 sono assolutamente nuove, la cui paternità è ben distribuita tra Farr e Finot-Conq; le restanti 10 hanno comunque subito revisioni talmente profonde che sono da considerarsi praticamente nuove. Le innovazioni maggiormenti visibili ad occhio nuovo sono riscontrabili su Pindar e Artemis: sono barche molto molto invelate, dal peso molto contenuto e caratterizzate da un alto coefficiente di raddrizzamento. Queste soluzioni le portano a somigliare più a un VOR70 piuttosto che ad un IMOCA60, con la differenza che qui si è da soli e non in equipaggio: certamente se questa edizione delle Vendée sarà caratterizzata da situazioni "non estreme" questo potrà essere un vantaggio per queste barche, che comunque dovranno far conto con forze enormi che i leggeri scafi dovranno ben sopportare. All'estremo opposto, quindi parlando in termini di compromesso tra prestazioni, sicurezza, manovrabilità e gestibilità, troviamo Groupe Bel e Safran che sono caratterizzate tra l'altro da una geometria di forma molto accentutata, con le dimensioni del baglio più alte tra i partecipanti. Cercando tra le numerose interviste, articoli ed altro, mi sono fatto un'idea del costo di una campagna competitiva per la Vendée Globe: per un IMOCA60 di ultima generazione occorrono tra i 2,5 ed i 3,5 milioni di Euro a cui vanno aggiunti almeno 1 - 1,5 milioni annui per la campagna. Dati per veri questi numeri resto ancor di più sbalordito osservando quante imbarcazioni sono presenti, visti anche i tempi di magra economica a livello mondiale, il livello degli sponsor - Generali, Foncia, British Telecom/Cisco, Aviva, Ecover, Hugo Boss, Veolia - che non sono proprio le ultime aziende del mondo: forse la vela ha un ritorno? In francia, o meglio fuori dall'Italia, probabilmente si visti i livelli d'investimento richiesti (comunque inferiori rispetto ad una sponsorizzazione calcistica di medio livello...) Sembrano (lo sono?) molto lontani i tempi di Pasquale De Gregorio e dell'indimenticato Simone Bianchetti: speriamo che la nuova generazione di Ministi, palestra ed università della vela oceanica abbia la fortuna, visto che le competenze non mancano assolutamente, di riuscire a emergere nelle classi superiori - Class 40 su tutti in questo momento. La regata - L'attraversamento del Golfo di Guascogna, attraversato da una fortissima depressione non ha perdonato: ben 8 skipper sono stati costretti a rimettere la prua verso Les Sables a causa dei danni subiti. Venti tra i 45 e 50 ( fino a 58 nodi registrati da Mike Golding su Ecover) di con una forte ondra incrociata: gli aggiornamenti ssembrano già un bolletino di guerra:
- Dominique Wavre (Temenos II) rientrato a Sables d'Olonne per problemi elettrici all'alternatore di bordo. E' rientrato in gara dopo le riparazioni.
-Bernard Stamm (Cheminées Poujoulat) : collisione con un cargo. Rientrato a Sables d'Olonne, prevede di tornare in mare Mercoledi.
-Michel Desjoyeaux (Foncia) : problemi elettrici alla strumentazione di bordo causati da una perdita ai ballast. Rientrato in regata nella mattina di Mercoledi 12;
-Jean-Baptiste Dejeanty (Maisonneuve) : delaminazione della coperta. Arriverà oggi a Sables d’Olonne. Spera di tornare in mare in un paio di giorni.
-Derek Hatfield (Algimouss-Spirit of Canada) : problemi elettrici non meglio specificati. Potrebbe ripartire Giovedi nel tardo pomeriggio.
-Yannick Bestaven (Aquarelle.com) : disalberato.
-Kito de Pavant (Groupe Bel) : disalberato.
-Alex Thomson (Hugo Boss) : problemi strutturali alla fiancata opposta rispetto a quella recentemente riparata dopo la collisione con un cargo. La barca imbarca acqua ma la situazione è sotto controllo. Arriverà stanotte a Sables d'Olonne.
-Marc Thiercelin (DCNS) : disalberato
Se pensate che tutto questo è successo tra le 150 e 350 miglia dalla partenza...beh è un buon inizio. In questo momento la flotta naviga ormai sottovento all'altezza di Madeira, la situazione di classifica, riferita alle prime 10 posizioni, è la seguente: 1 Loick Peiron - Gitana Eighty 2 Jean-Pierre Dick - Paprec-Virbac 2 3 Jean Le Cam - VM Matériaux 5 Vincent Riou - PRB 6 Armel Le Cléac'h - Brit Air 7 Roland Jourdain - Veolia Environnement 8 Yann Eliès - Generali 9 Marc Guillemot - Safran 10 Jérémie Beyou - Delta Dore Nel momento in cui vi scrivo Michel Desjoyeaux su Foncia ha risolto i suoi problemi ed è nuovamente in acqua, Bernard Stamm su Cheminées Poujoulat prevede di tornare a navigare nel pomeriggio di oggi. Aspettiamo di veder prese le decisioni di tattica e di eventuali rientri che avverranno nei prossimi giorni per i prossimi aggiornamenti, A bien tot! |