Auguri a tutti..buon vento per il 2010 a chi naviga :)

Adrenalina dipinta d’argento…

Amici del mare e della terra, come potete verificare voi stessi sul sito di Classe, sono state pubblicate le classifiche del campionato Mini di quest’anno che vedono come vincitori nei Proto Andrea Caracci e nei Serie Simone Gesi e se guardate bene al secondo posto dei Proto vedrete, meraviglia delle meraviglie, il mio nome…

Campionato Italiano Mini 6.50 2009

Classifiche Campionato Italiano Mini 6.50

E già, Adrenalina, con il bastone sotto i timoni, l’acqua calda nei ballast e la cuffietta in testa d’albero ha conquistato questo mitico secondo posto di cui sono fiero e che dopo l’intoppo della Qualifica e le difficoltà che a tratti mi hanno abbattuto, ora mi riporta dritto dritto con la testa, il cuore e soprattutto la barca, verso il 2011, quando Adrenalina ITA 156 (niente di meno) solcherà l’Atlantico con il sottoscritto sulle ginocchia! (possibilmente con un cuscino che ci separi :) )

Insomma, direi che per il primo anno non ci possiamo proprio lamentare, visti i nomi altisonanti che mi circondano sul podio!

Quindi complimenti alla bella rossa a pois a cui confermo la mia piena fiducia e andiamo avanti, randa in spalla, con una bella soddisfazione in più…

Come sempre buon vento e a presto per gli aggiornamenti…

Andrea


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Les Italiens - Transat 6.50 2009

Della Middle Sea Race, delle cipolle di Tropea e di altri demoni…

Il racconto che segue è scritto con emozione da Roberto (SPLENDIDO armatore di YES).

Per inciso: ICAP Leopard non ha battuto il record e noi vogliamo riprovare l’anno prossimo.

Buona lettura!

Andrea

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Ci sono diversi modi per andare a Tropea.

In treno, in macchina o in barca.

Se ci andate in barca potete andarci direttamente o passando, come abbiamo fatto noi, per Malta.

Sembra un po’ più lunga..e in effetti lo è, ma Malta vale veramente una visita.

È un posto unico, carico di fascino e di storia, con i suoi castelli e le sue torri.

E qui iniziano le dolenti note..

400 miglia è la distanza tra Fiumara e Malta. Tre giorni di navigazione.

Malta ti accoglie nel suo fantastico porto naturale.

Barche da sogno, le più veloci del mondo.

Americani, Croati, Inglesi, equipaggi da tutto il mondo arrivano a Malta per la Middle.

Abbiamo la netta sensazione di confrontarci con i campioni veri.

Lorenzo e Andrea partecipano anche alla festa degli equipaggi di giovedì sera.  Li invidio un po’, ma sono contento che qualcuno di noi ci sia.

Si sono sobbarcati tutto l’onere e le difficoltà di iscrizioni e cambusa, dei controlli di stazza e delle verifiche di sicurezza.

Venerdì 16 ottobre, quando arriviamo, io e Alessio (ebbene si, proprio lui!) Yes e i ragazzi sono sotto esame del comitato per la sicurezza, ma sembra tutto ok, dopo una mezz’ora i giudici se ne vanno con i loro fogli firmati e, soprattutto, senza che nessuno possa attribuirgli alcuna responsabilità se qualcosa dovesse andar male. I razzi OK, le life line OK, i riflettori Radar, le draglie, l’epirb, la zattera Tutto ok. Il piede d’albero? Non riusciamo a vederlo, fanno un po’ di difficoltà, ma alla fine gli va bene lo stesso, basta che firmi.

Subito dopo andiamo al briefing degli skipper. Massimo 2 per barca. Noi andiamo in 4. (i soliti italiani) (Les Italiens dicono i Francesi! NDR)

Lo Yacht club è molto bello, nuovo e curato.

Ci spiegano le partenze, i segnali, gli orari.. Tutto in inglese. Mi dispiace non conoscere l’inglese.. Ma per poco.

Analisi del meteo. Strong wind. Gale. Sono contento di non conoscere l’inglese.

Facce preoccupate. Anche quelle dei professionisti.

Un forza 6 per cominciare, Groppi, pioggia e trombe d’aria, Un forza 8 per finire, naturalmente in faccia.

Diciamo che era difficile immaginare come poteva essere peggio.

I ragazzi mi chiedono se sono preoccupato.

Dico di no.

Mento.

Siamo solo in 5.

Il meteo non ci darà tregua.

Merenda.

Cena.

La sera verso le 23 arriva Sergio.

Lo hanno invitato all’Hotel Excelsior. Ha preferito stare con noi.

La cabina armatoriale è sua. Mi sembra il minimo.

I problemi del lavoro sono lontani anni luce. Parlo per me, ma mi sembra che sia così per tutti.

La mattina della partenza. Mi sveglio presto, preparo il caffè. Dormono ancora tutti. Mi guardo il percorso. Una sfida.

Piano piano si svegliano tutti. Siamo pronti.

Via le cime, molliamo il corpo morto, siamo tutti emozionati.

Andiamo verso la zona della partenza. Solo ora ci rendiamo conto della quantità e della qualità delle barche.

Ci sono anche due vor 70, barche da giro del mondo. Yes sembra così piccola.

Facce conosciute, barche viste in altre regate, ci affacciamo fuori dal porto. C’è già una bella aria, decidiamo di partire con il 2.

Il tradizionale sparo di cannone ci coglie di sorpresa.

Partono i piccoli.

Poco dopo tocca a noi, poi i grandi.

Partiamo con il vento che salta di 50 gradi .

Usciamo dal porto.

Le boe di disimpegno. I maxi sono già avanti a noi.

Rotta verso Capo Passero. Tutto ok.

Genoa, gennaker spi, il vento ruota alle nostre spalle, poca strategia. Siamo in rotta

Il ventone previsto non si fa vedere.

Per ora.

Ci accoglie deciso al capo.

I 10 nodi diventano 20, in poppa piena il vento è a 180° tondi, si alza un a discreta onda, ma è tutto ok.

Poi arriva un bel groppo 35, 40 forse 42 nessuno guarda più gli strumenti. Yes tiene ma viene catapultata in avanti a velocità pazzesca.

Recuperiamo non so come una straorza che sembrava inevitabile, Libertine, poco dietro di noi finisce con le crocette in acqua.

Chiamo tutti in coperta, dobbiamo togliere lo spi. Per fortuna è quello pesante con la calza.

Sono tutti a prua. Io al timone e Sergio alla randa.

Per poco lo spi non si porta via Alessio, Lorenzo lo tiene giù.

Per un attimo ho temuto di perderli. Lo spi finisce sotto coperta.

Il tempo di riprenderci e su il genoa 3.

Poi una mano di terzaroli.

Il groppo finisce ma siamo sempre sui 25 nodi di vento, il mare è formato.

Tutta la notte prosegue cosi, tra groppi e temporali, con la differenza che ora siamo abituati. (si fa per dire)

Ovviamente non dorme nessuno.

La mattina come è ormai scontato, combattiamo con due nodi di vento.

Le altre barche tutte intorno a noi.

Ci dicono da casa che il trasponder di Yes non funziona. Non c’è la nostra posizione sul sito.

Qualcuno è preoccupato, ma i telefoni hanno linea e possiamo comunicare.

In qualche modo andiamo verso lo stretto.

Incrociamo delle barche che tornano giù senza vele.

I primi ritiri.

Capiamo subito perché.

Piano piano il vento aumenta,

E ancora,

E ancora…

Fuori lo stretto 25 – 30 nodi, di quelli cattivi,

Mare duro, ripido.

C’è da prendere un’altra mano.

Vado io all’albero.

Prendiamo la mano, ma mi rendo conto che la regata finisce lì.

Un carrello è bloccato, e ha strappato l’inferitura della randa. La randa non sale e non scende. Quel carrello bloccato la taglia come burro ogni volta che si cazza la drizza. Tre stecche rotte, un porta stecche penzola inerme come una mano spezzata. Provo a salire sull’albero e a legare con lo spectra un carrello. Lo sistemo in qualche modo.

Siamo quasi a Stromboli. Forse a un quarto della regata. Con una burrasca di prua da affrontare tra Favignana e Malta.

Ci riuniamo e decidiamo tutti a malincuore l’unica cosa da fare.

Comunichiamo al comitato il ritiro. Tocca ad Andrea, è quello che se la cava meglio con l’inglese.

Non lo invidio.

Tutta quella fatica per niente.

Facciamo rotta verso un porto.

Nessuno ha voglia di parlare.

Archiviamo la regata nel silenzio.

Non potevamo fare altro.

Eravamo in pochi.

Il prossimo anno randa nuova.

Ci saranno tutti.

Magari qualcuno in più.

Iniziamo a lavorarci….


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Middle Sea Race: verso il record

L’incredibile record di 47 ore e 55 minuti messo a segno da Rambler è a rischio più che mai.

ICAP Leopard, dopo aver lasciato Favignana, è letteralmente volato verso Pantelleria, dove arriverà probabilmente entro un’ora. Poi una galoppata ancora sul fronte della depressione, vesto Lampedusa e poi verso Malta, destinazione finale.

Secondo il tracker Leopard viaggia adesso sui 18/19 nodi di velocità.

Entro quattro o cinque ore dovremmo riuscire a capire se può davvero insidiare il record attuale.

Nel frattempo segnaliamo, oltre al ritiro di YES per rottura della randa, anche quello di Libertine, che ha riparato nello stesso porto, e inoltre i ritiri di WizSoft, Apepazza, Ton Ton, Bella Mente, Berenice, Rosebud, One e vari altri, a dimostrazione di quanto siano state impegnative le ultime 36 ore.

Un lasco "drittissimo" per arrivare a Pantelleria.

Un lasco "drittissimo" per arrivare a Pantelleria.


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Middle Sea Race: Yes si ritira :(

Purtroppo circa mezz’ora fa abbiamo appreso con dispiacere da Andrea che Yes ha subito in mattinata la rottura della randa e sta dunque puntando Vibo Valentia per tentare una riparazione e tornare a Fiumicino.

A presto per dettagli appena potremmo parlare con Andrea con più calma.


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Middle Sea Race: dritti verso Favignana

ICAP Leopard si conferma il più veloce - almeno in tempo reale - della flotta. Alle 02.00 di stanotte, dopo poco più di 13 ore dalla partenza, aveva già girato Stromboli, e adesso si dirige verso Favignana, che alle condizioni attuali rappresenta la boa al vento.

Dopo Stromboli ICAP è stata l’unica ad allungarsi così tanto verso Nord, mentre gli inseguitori hanno potuto sfruttare un “buono” e puntare direttamente verso le Egadi. La posizione più a Nord permette però adesso ad ICAP di tenere una prua migliore.

Il meteo è dato in miglioramento, ma non è da escludere che ICAP abbia qualche chanche di battere il record di Rambler, di poco inferiore alle 48 ore.

La notte è stata certamente molto dura, con venti vicini ai 35 nodi, dritti sul naso. Si segnalano già diversi ritiri fra cui Bella Mente, dato fra i favoriti per la vittoria.

ICAP Leopard guida ancora il gruppo con un certo vantaggio.

ICAP Leopard guida ancora il gruppo con un certo vantaggio.


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Middle Sea Race: le prime 12 ore di regata

Una cavalcata a 15 nodi di media! I più veloci sono già in vista dello stretto, dopo neanche 12 ore dalla partenza. Guida la flotta ancora il 100 piedi ICAP, che però nell’ultima ora ha perso un po’ del proprio vantaggio essendo stata costretta ad un bordeggio, forse per via del cono di vento offerto dall’Etna, che, ve lo ricordo, è alta 3000 metri, quindi certamente influenza l’aria ad Est della Sicilia.

Nella notte previsto un ulteriore rinforzo fino a F7, ma con vento in rotazione verso dal terzo quadrante (SW), il che vuol dire ancora una galoppata al lasco, fino ad uscire dallo stretto. Anche raggiungere Stromboli - la boa più settentronale del percorso - non dovrebbe essere un problema, almeno per i primi della flotta.

Quelli un po’ più attardati invece rischiano di trovarsi il vento sul naso, a partire da domani sera.

Purtroppo ancora nessuna notizia da YES.


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Middle Sea Race: a metà strada per la Sicilia

A metà strada per Capo Passero Viaggiano davvero forte in questo primo tratto i partecipanti alla MSR!
ICAP Leopard - che con i suoi 100 piedi è la barca più grande fra quelle in corsa - vola in questo momento a oltre 12 nodi di velocità verso Capo Passero, la punta sud-orientale della Sicilia, che rappresenta il primo traguardo intermedio, in assenza di boe artificiali.

Le barche viaggiano spinte da un Ovest-Nord-Ovest che in serata potrebbe raggiungere i 35 nodi.

Intermatica è l’unica a viaggiare con una rotta leggermente più alta: probabilmente cerca di raggiungere un po’ prima degli altri la depressione, in modo da sfruttare al meglio le proprie doti oceaniche.

Al momento purtroppo il tracker di YES è fuori servizio, quindi non ci è possibile conoscere la posizione di Andrea.


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Middle Sea Race: partiti!

Sto seguendo live la partenza della regata, qui.

A giudicare dalle immagini le barche stanno partendo sotto poco più di 10 nodi di vento, sotto un cielo appena velato. Fra un paio d’ore dovremmo vedere la flotta che si “sfila” in direzione di Capo Passero.


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