Della Middle Sea Race, delle cipolle di Tropea e di altri demoni…
Il racconto che segue è scritto con emozione da Roberto (SPLENDIDO armatore di YES).
Per inciso: ICAP Leopard non ha battuto il record e noi vogliamo riprovare l’anno prossimo.
Buona lettura!
Andrea
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Ci sono diversi modi per andare a Tropea.
In treno, in macchina o in barca.
Se ci andate in barca potete andarci direttamente o passando, come abbiamo fatto noi, per Malta.
Sembra un po’ più lunga..e in effetti lo è, ma Malta vale veramente una visita.
È un posto unico, carico di fascino e di storia, con i suoi castelli e le sue torri.
E qui iniziano le dolenti note..
400 miglia è la distanza tra Fiumara e Malta. Tre giorni di navigazione.
Malta ti accoglie nel suo fantastico porto naturale.
Barche da sogno, le più veloci del mondo.
Americani, Croati, Inglesi, equipaggi da tutto il mondo arrivano a Malta per la Middle.
Abbiamo la netta sensazione di confrontarci con i campioni veri.
Lorenzo e Andrea partecipano anche alla festa degli equipaggi di giovedì sera. Li invidio un po’, ma sono contento che qualcuno di noi ci sia.
Si sono sobbarcati tutto l’onere e le difficoltà di iscrizioni e cambusa, dei controlli di stazza e delle verifiche di sicurezza.
Venerdì 16 ottobre, quando arriviamo, io e Alessio (ebbene si, proprio lui!) Yes e i ragazzi sono sotto esame del comitato per la sicurezza, ma sembra tutto ok, dopo una mezz’ora i giudici se ne vanno con i loro fogli firmati e, soprattutto, senza che nessuno possa attribuirgli alcuna responsabilità se qualcosa dovesse andar male. I razzi OK, le life line OK, i riflettori Radar, le draglie, l’epirb, la zattera Tutto ok. Il piede d’albero? Non riusciamo a vederlo, fanno un po’ di difficoltà, ma alla fine gli va bene lo stesso, basta che firmi.
Subito dopo andiamo al briefing degli skipper. Massimo 2 per barca. Noi andiamo in 4. (i soliti italiani) (Les Italiens dicono i Francesi! NDR)
Lo Yacht club è molto bello, nuovo e curato.
Ci spiegano le partenze, i segnali, gli orari.. Tutto in inglese. Mi dispiace non conoscere l’inglese.. Ma per poco.
Analisi del meteo. Strong wind. Gale. Sono contento di non conoscere l’inglese.
Facce preoccupate. Anche quelle dei professionisti.
Un forza 6 per cominciare, Groppi, pioggia e trombe d’aria, Un forza 8 per finire, naturalmente in faccia.
Diciamo che era difficile immaginare come poteva essere peggio.
I ragazzi mi chiedono se sono preoccupato.
Dico di no.
Mento.
Siamo solo in 5.
Il meteo non ci darà tregua.
Merenda.
Cena.
La sera verso le 23 arriva Sergio.
Lo hanno invitato all’Hotel Excelsior. Ha preferito stare con noi.
La cabina armatoriale è sua. Mi sembra il minimo.
I problemi del lavoro sono lontani anni luce. Parlo per me, ma mi sembra che sia così per tutti.
La mattina della partenza. Mi sveglio presto, preparo il caffè. Dormono ancora tutti. Mi guardo il percorso. Una sfida.
Piano piano si svegliano tutti. Siamo pronti.
Via le cime, molliamo il corpo morto, siamo tutti emozionati.
Andiamo verso la zona della partenza. Solo ora ci rendiamo conto della quantità e della qualità delle barche.
Ci sono anche due vor 70, barche da giro del mondo. Yes sembra così piccola.
Facce conosciute, barche viste in altre regate, ci affacciamo fuori dal porto. C’è già una bella aria, decidiamo di partire con il 2.
Il tradizionale sparo di cannone ci coglie di sorpresa.
Partono i piccoli.
Poco dopo tocca a noi, poi i grandi.
Partiamo con il vento che salta di 50 gradi .
Usciamo dal porto.
Le boe di disimpegno. I maxi sono già avanti a noi.
Rotta verso Capo Passero. Tutto ok.
Genoa, gennaker spi, il vento ruota alle nostre spalle, poca strategia. Siamo in rotta
Il ventone previsto non si fa vedere.
Per ora.
Ci accoglie deciso al capo.
I 10 nodi diventano 20, in poppa piena il vento è a 180° tondi, si alza un a discreta onda, ma è tutto ok.
Poi arriva un bel groppo 35, 40 forse 42 nessuno guarda più gli strumenti. Yes tiene ma viene catapultata in avanti a velocità pazzesca.
Recuperiamo non so come una straorza che sembrava inevitabile, Libertine, poco dietro di noi finisce con le crocette in acqua.
Chiamo tutti in coperta, dobbiamo togliere lo spi. Per fortuna è quello pesante con la calza.
Sono tutti a prua. Io al timone e Sergio alla randa.
Per poco lo spi non si porta via Alessio, Lorenzo lo tiene giù.
Per un attimo ho temuto di perderli. Lo spi finisce sotto coperta.
Il tempo di riprenderci e su il genoa 3.
Poi una mano di terzaroli.
Il groppo finisce ma siamo sempre sui 25 nodi di vento, il mare è formato.
Tutta la notte prosegue cosi, tra groppi e temporali, con la differenza che ora siamo abituati. (si fa per dire)
Ovviamente non dorme nessuno.
La mattina come è ormai scontato, combattiamo con due nodi di vento.
Le altre barche tutte intorno a noi.
Ci dicono da casa che il trasponder di Yes non funziona. Non c’è la nostra posizione sul sito.
Qualcuno è preoccupato, ma i telefoni hanno linea e possiamo comunicare.
In qualche modo andiamo verso lo stretto.
Incrociamo delle barche che tornano giù senza vele.
I primi ritiri.
Capiamo subito perché.
Piano piano il vento aumenta,
E ancora,
E ancora…
Fuori lo stretto 25 – 30 nodi, di quelli cattivi,
Mare duro, ripido.
C’è da prendere un’altra mano.
Vado io all’albero.
Prendiamo la mano, ma mi rendo conto che la regata finisce lì.
Un carrello è bloccato, e ha strappato l’inferitura della randa. La randa non sale e non scende. Quel carrello bloccato la taglia come burro ogni volta che si cazza la drizza. Tre stecche rotte, un porta stecche penzola inerme come una mano spezzata. Provo a salire sull’albero e a legare con lo spectra un carrello. Lo sistemo in qualche modo.
Siamo quasi a Stromboli. Forse a un quarto della regata. Con una burrasca di prua da affrontare tra Favignana e Malta.
Ci riuniamo e decidiamo tutti a malincuore l’unica cosa da fare.
Comunichiamo al comitato il ritiro. Tocca ad Andrea, è quello che se la cava meglio con l’inglese.
Non lo invidio.
Tutta quella fatica per niente.
Facciamo rotta verso un porto.
Nessuno ha voglia di parlare.
Archiviamo la regata nel silenzio.
Non potevamo fare altro.
Eravamo in pochi.
Il prossimo anno randa nuova.
Ci saranno tutti.
Magari qualcuno in più.
Iniziamo a lavorarci….





