L’idea

“You see things; and you say, ‘Why?’ But I dream things that never were; and I say, “Why not?” ”
George Bernard Shaw, “Back to Methuselah” (1921), part 1, act 1

E allora perchè non pensare ad un qualcosa di grandioso, di avventuroso, che sappia metterci alla prova ?

Se sono a scrivere, a lavorare, a desiderare è perchè credo fortemente che “…sognare cose che non sono mai state” ed il chiedersi “perchè no?” sia la cosa migliore che possa fare…

La mia passione per il mare è un qualcosa di emotivamente razionale: non nasco come i Pelaschier, i Malingri in contesti dove il mare permea il contesto di vita.

Nasco sulla terra e dalla terra ho improvvisamente avuto il bisogno di guardare il mare, di navigare, di provare sensazioni forti, più forti, sempre più forti.

Allora ho pensato di provare la Sensazione, quella che ti scava, che ti rende vivo…Perchè non provare ad affontare su  una barca di soli 6.50 metri l’Oceano Atlantico, dalla Francia al Brasile ?

Cimentandosi prima di tutto con se stessi e poi con gli altri per correre la mitica Minitransat 6.50…

Semplicemente “perchè no?”, ed allora eccoci qui, a sognare un percorso di 4200 miglia (7500 km), attraversano l’Oceano Atlantico oltrepassando l’Equatore, in solitario…

La durata media della navigazione varia da 21 giorni per i primi a 45 giorni per gli ultimi del gruppo.

Un’ avventura che comporta un lungo periodo di preparazione fisica, tecnica e psicologica ed è per questo che ho iniziato a programmare, con 3 anni di anticipo, il progetto “Enkeli Sailing Team”, un gruppo di persone, di aziende e di istituzioni che mi sosterranno nel percorso, difficile, che questo obiettivo richiede.

Ora mi trovo in una fase del mio percorso direi “centrale”, forse la più difficile, in cui l’entusiasmo dell’inizio spesso si scontra con la realtà dell’agonismo, dei soldi che sembrano non bastare mai, del tempo che è sempre troppo poco, insomma, della “vita barchesca” che un po’ come la vita normale a volte ti fa riflettere e ti fa pensare di tornare indietro, per poi però decidere sempre di andare avanti… e questo grazie a ciò che parallelamente al sogno della Transat, che resta l’obiettivo numero uno, il fatidico 2011 che si avvicina, mi accompagna in questa avventura.. parlo di tutte le persone che questa passione mi ha portato ad incontrare, delle esperienze inattese e forse proprio per questo meravigliose che con Adrenalina sotto al sedere o con Adrenalina nel cuore, ma lavorando anche su altre barche, ho avuto l’occasione di fare.. in primis la stagione Mini dello scorso anno che mi ha visto accanto ai numeri uno del Mini in gare entusiasmanti che mi hanno sfinito, che hanno seriamente provato Adrenalina che da brava vecchia signora si è ripresa egregiamente e che mi hanno fatto conquistare il secondo posto nei Proto (come inizio non ci possiamo lamentare…!), argento di cui sono venuto a conoscenza proprio in occasione dell’ assemblea di Classe che si è tenuta pochi giorni fa ed in cui lo spirito Mini si è espresso in tutto il suo splendore, meravigliandomi ancora una volta…

Da quando il progetto è partito ho avuto anche occasione di mettere in pratica quella che era l’idea originale, cioè di un’associazione a tutto tondo che vede nella vela non solo un’opportunità come un’altra per fare sport ad alti livelli, ma come uno stile di vita, un modo di essere, che per me che vivo e lavoro in città (e che città!) assume un significato ancora più importante: il mare prima di tutto, prima della barca stessa, prima dei trofei, prima delle partenze e degli arrivi, il mare come simbolo di un ambiente ancora incontaminato, dove la natura ti circonda e ti avvolge, a volte in modo così totale da fare paura, sempre però tenendoti a galla, con quella sensazione di leggerezza, di spazio e, diciamolo, di libertà, che spesso invochiamo quando ci sembra che manchi l’aria.. è proprio con questo spirito che sto portando avanti progetti che danno più soddisfazione di una bella navigata o di un  posto sul podio, come quello con l’Asssociazione Peter Pan, che si occupa di dare alloggio gratuito alle famiglie di bambini malati di cancro in cura presso il Bambin Gesù di Roma e con la quale collaboro e collaborerò, organizzando delle uscite in barca a vela con i piccoli.. con lo stesso intento ho intenzione di impegnarmi nel diffondere la passione per il mare tra i giovanissimi, spesso poco vicini alla natura, perché l’attenzione e la convivenza piena con l’ambiente diventino un desiderio e non un insieme di fredde regole imposte dal vivere civile…

Insomma, l’avventura è partita e procede bene e per questo devo ringraziare tutti coloro che ho incontrato finora, tra cui il team di YES, con il quale ho partecipato recentemente alla mitica Middle Sea Race, un’esperienza esaltante che spero proceda parallelamente alla corsa Mini verso il 2011…

Intanto mi preparo per la stagione che arriva, probabilmente avvicinandomi al cuore del mondo Mini portando Adrenalina a Genova, puntando a completare la qualifica per la Transat, sperando quest’anno in un meteo più clemente…

Sarete con me, con noi in questo viaggio affascinante che è iniziato e si snoderà lungo momenti difficili, di freddo, di regate appassionanti, di prove di qualifica, fino al magico giorno (Speriamo !!!) della partenza da La Rochelle…

Tornate a trovarci !!!


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